Che cosa sono Gruppi di Auto Mutuo Aiuto (A.M.A)?

Vi sono momenti in cui le persone a contatto continuo con un paziente affetto da disagio psichico possono sentirsi sopraffatte.
Quando si ha a che fare con un paziente psichiatrico spesso ci si ritrova soli a dover gestire la propria sofferenza, incapaci o impossibilitati a mantenere relazioni significative col resto della società.
Certo, gli interventi di carattere medico, psichiatrico farmacologico, psicoterapeutico e riabilitativo sono indispensabili per il paziente, ma non sono sufficienti per rompere l'isolamento e la solitudine nella quale le famiglie in cui un componente è affetto da disagio psichico quotidianamente vivono.
Una rete di relazioni sarebbe importante sia per il sofferente psichico che per la sua famiglia che, per prima, condivide il dolore profondo vissuto dal proprio congiunto, l'isolamento sociale, la vergogna, il senso di impotenza.


Tra le esperienze quotidiane che creano relazioni di solidarietà, reciprocità e condivisione a chi ha in famiglia una persona con una sofferenza psichica, vi è quella dei gruppi di auto-aiuto: la cultura e la pratica dell'auto mutuo aiuto stanno diventando sempre di più una risorsa importante nell'ambito della protezione e promozione alla salute.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità annovera i gruppi di Auto Mutuo Aiuto tra gli strumenti di maggior interesse per ridare ai cittadini responsabilità e protagonismo, per umanizzare l'assistenza socio-sanitaria, per migliorare il benessere della comunità.

I gruppi di auto mutuo aiuto si basano sull'aiuto reciproco dei partecipanti che hanno un medesimo problema.
I componenti del gruppo si attivano e si aiutano, mettendo in comune qualcosa di sé: la propria storia, la propria esperienza, le conoscenze, le competenze e la propria dimensione spirituale.
Il gruppo rappresenta un ambito di ascolto, di comunicazione libera, dove parteciparvi significa dare e ricevere fiducia, condividere le emozioni, vivere una reciproca comprensione, avere scambio di opinioni, di pareri, di consigli in un clima rispettoso e non giudicante.

Il rapporto fra i partecipanti è caratterizzato dalla "parità": non vi sono esperti che propongono soluzioni, ma ciascuno, a partire dalla propria esperienza, attraverso il confronto e la condivisione, trae aiuto per se' e aiuta gli altri.
Il gruppo è orientato all'ascolto, ma anche all'azione: le persone imparano e cambiano attraverso l'esperienza concreta: in questo modo il gruppo favorisce la sperimentazione di nuovi comportamenti, nuovi modi di sentire, nuovi stili di vita.

Ciascun gruppo A.M.A., per essere concretamente utile, richiede la presenza di un facilitatore (ossia di una persona che ha il compito di coordinare la comunicazione all'interno del gruppo).
L‘associazione Giulia e Matteo oltre ad un iniziale corso formativo, garantisce poi un percorso di supervisione e di supporto per i facilitatori.

Gli incontri dei Gruppi A.M.A. si tengono con cadenza generalmente mensile ed ogni incontro dura un'ora e mezzo circa: la partecipazione è gratuita.

Dato che i problemi che le famiglie dei pazienti giovani si trovano ad affrontare giornalmente, sono assai diversi rispetto a quelli dei pazienti più anziani, l’Associazione Giulia e Matteo ha affiancato al primo gruppo “storico” A.M.A. un secondo Gruppo dedicato alle famiglie che interagiscono con giovani affetti da disturbi psichici (indicativamente fino ai trent'anni)