Gli amici di Giulia e Matteo:



L'Associazione Giulia e Matteo aderisce a:



Diamo visibilità alle due lettere inviate dalla Dottoressa Mannucci - Presidentessa della nostra associazione -

a:

Il sole 24ore (Cliccare qui per vedere la lettera)

Il Foglio (Cliccare qui per vedere la lettera)

Ovviamente non abbiamo ricevuto alcuna risposta!


Diamo il benvenuto nella nostra equipe alla dottoressa Cristina Bonfanti

Biologa nutrizionista.

A lei va il nostro sentito ringraziamento!





Ringraziamo tutti gli amici che ci sono venuti a trovare durante l'incontro d'autunno!



Per essere sempre aggiornati sulle di proposte di legge, normative e leggi sulla disabilità è possibile consultare il sito handyLex (cliccare qui) e http://www.handylex.org/lombardia.shtml.


L'evoluzione della psichiatria in Italia

Presentiamo un interessante documento che mostra l'evoluzione della legislazione psichiatrica in Italia, a partire dal 1904 fino ai nostri giorni.


Siamo orgogliosi di annunciare che la dottoressa Silvana Mazzolenipsicologa senior esperta in psicologia della riabilitazione psichiatricacollaborerà attivamente con la nostra associazione a partire da settembre prossimo.

A lei va il nostro sentito ringraziamento!


La nostra associazione può ora contare sulla collaborazione di una psicologa, di una nutrizionista e di una consulente legale che saranno a disposizione, previa autorizzazione dell'associazione, per gli iscritti che ne avessero necessità.


L'associazione Giulia e Matteo è ora ufficialmente riconosciuta!!! 

Dopo una lunga e strenua battaglia contro la burocrazia è stato decretato che l'associazione Giulia e Matteo sia iscritta al "Registro Provinciale Associazionismo, sezione APS"

Questo in concreto implica, tra l'altro, che le donazioni liberali potranno essere dedotte dalla dichiarazione dei redditi e che , l'anno prossimo, sarà possibile devolvere all'associazione il 5 per mille dell'imponibile.

La prossima tappa sarà il riconoscimento a livello nazionale...



Diamo volentieri visibilità alla manifestazione


GIARDINO IN FESTA


organizzata da Alzheimer Cafè di ARAL e patrocinata dal comune di Lissone


Purtroppo il tempo inclemente e la precarietà del nostro gazebo ci hanno impedito di essere presenti Sabato in Piazza Libertà a Lissone!

Ci scusiamo e ringraziamo tutti coloro che ci hanno cercato e non ci hanno trovato!

Un grazie di cuore anche agli amici del MAMS che, ormai già per strada, sono dovuti rientrare... ed asciugare i loro bolidi!


La riapertura dell'ambulatorio di Carate Brianza, limitatamente al giovedì e solo per i residenti del Comune di Lissone, è un buona notizia?

L'associazione Giulia e Matteo non condivide affatto questa iniziativa che discrimina pesantemente gli utenti di Sovico, Macherio, Vedano al Lambro e Biassono rispetto agli utenti di Lissone.

A questo proposito è stata inviata una mail, che è possibile leggere integralmente cliccando qui, al Dott. Antonio Amatulli, al sindaco del Comune di Lissone ed alla Dott. Annamaria Mariani.



Un giorno di festa per l'Associazione Giulia e Matteo



Dalle ore 14 alle 19 del giorno 6 maggio 2017 l’Associazione Giulia e Matteo sarà presente con un proprio stand in piazza Libertà a Lissone vicino a Palazzo Terragni

Per l’occasione saranno esposte alcune bellissime auto storiche gentilmente messeci a disposizione dagli amici del MAMS - Monza Auto e Moto Storiche


Sabato 9 aprile, presso la sede dell'Associazione "Giulia e Matteo", si è tenuto un rinfresco per festeggiare il primo anno della nostra attività. Vogliamo ringraziare tutti coloro che, numerosi, hanno festeggiato con noi e che hanno reso speciale questo giorno.

Un sentito grazie anche al Sindaco di Lissone, Dott. Concetta Monguzzi, nonché all'Assessore ai Servizi Sociali, Dott. Annamaria Mariani, per la gradita partecipazione nonché per l'impegno e la sensibilità mostrata riguardo alle tematiche affrontate dalla nostra Associazione.


Su iniziativa di ARAL, il 31 Marzo 2017 alle ore 20, presso il Palazzo Terragni a Lissone si è svolta una serata speciale con un ospite davvero illustre di fama internazionale: il Professore Alberto Oliverio che ci ha parlato su una delle attività più importanti e complesse del cervello umano: la Memoria, tra affascinanti scoperte su come funziona e con  i suoi misteri ancora irrisolti dalle neuroscienze.


Opposizione alle dimissioni 

Troppo spesso i pazienti psichiatrici vengono affrettatamente dimessi pur non essendo palesemente in grado di gestirsi o di essere gestiti dalle proprie famiglie. 

In particolare accade spesso che vengano prescritte dosi massicce di sedativi a livelli tali che richiederebbero un'attenta e costante osservazione a causa dei loro possibili effetti collaterali.

Cosa fare in questi casi? Per saperne di più cliccare qui.


Combattere da soli è molto eroico, ma poco efficace!

A livello nazionale nessun’associazione è così forte da far sentire a livello politico la sua voce. Per questo abbiamo aderito al Progetto FISAM.

La FISAM ha quale principale finalità, quella:

  1. di promuovere la conoscenza e la consapevolezza delle malattie mentali nella società civile;
  2. di denunciare le situazioni di “non diritto” della persona con disturbi psichici;
  3. di adoperarsi per rimuovere le cause che generano circuiti di emarginazione, di disagio e di discriminazione sociale

Per saperne di più cliccare qui


Allo scopo di fornire il miglior servizio possibile, la nostra associazione ha aderito al progetto Fianco a Fianco che  promuove l'Amministrazione di Sostegno per i soggetti deboli sul territorio di Monza e Brianza.

(Per saperne di più cliccare qui)


  Ringraziamo per la generosa donazione il Servizio di Anestesia e Rianimazione del Policlinico di Monza!!




Prossima "provvisoria"  chiusura dell'ambulatorio psichiatrico di Lissone attualmente presso la sede di Carate Brianza: la chiusura è effettiva dal 31 dicembre 2016.

Abbiamo messo tra virgolette la parola "provvisoria" perchè, al momento della chiusura dell'ambulatorio psichiatrico in Lissone, ci dissero che la chiusura era "provvisoria": SONO ORMAI PASSATI PIU' DI SEI ANNI E NULLA E' SUCCESSO!!!

A questo proposito abbiamo già scritto alle istituzioni competenti (dirigenti ATS, Primario Psichiatria ASST Vimercate , sindaco Lissone e Assessore Servizi Sociali Lissone): il primario ci ha già risposto e siamo in attesa di fissare un incontro.

Pensiamo che sia opportuno mettere tutti a conoscenza del testo della comunicazione inviata:

L'Associazione Giulia e Matteo è venuta a conoscenza della prossima chiusura, dal 31 dicembre 2016, dell'ambulatorio psichiatrico di Lissone presso la sede di Carate Brianza.

Detta chiusura comporta il trasferimento del personale e dell'utenza al C.p.S. di Besana Brianza.
In merito a detta notizia si osserva quanto segue.
In primo luogo, si mette in evidenza la scorrettezza del comportamento posto in essere dall'ASST di Vimercate che non ha provveduto a comunicare ai pazienti la notizia in modo ufficiale, limitandosi il personale infermieristico a darne notizia ai pazienti che usufruiscono dell'ambulatorio di somministrazione della terapia long - acting, attualmente presente presso l'Ospedale di Lissone.
In secondo luogo, il C.p.S. di Besana Brianza, contattato telefonicamente per avere ulteriori informazioni al riguardo, ha comunicato che si tratterebbe di uno spostamento "temporaneo". Sulla temporaneità del trasferimento, si desidera aprire una breve parentesi. Da circa sei anni l'ambulatorio psichiatrico di Lissone, a suo tempo chiuso per non ben precisati motivi, è stato trasferito a Carate Brianza. Detto trasferimento avrebbe dovuto essere temporaneo: tuttavia, nonostante il lungo tempo trascorso, l'utenza psichiatrica ha continuato a recarsi a Carate Brianza, nonostante il Comune di Lissone abbia messo a disposizione una nuova sede presso la palazzina AST di Via Don Minzoni (ex area  Montana).
Quindi appare evidente che il trasferimento, che doveva essere temporaneo, è divenuto con il tempo definitivo. Come divverà definitivo il trasferimento dell'Ambulatorio psichiatrico di Carate presso la struttura di Besana Brianza.
In terzo luogo chi attua questi "traferimenti" forse (anzi sicuramente) non è a conoscenza delle difficoltà che gli utenti dell'ex ambulatorio psichiatrico di Lissone hanno per raggiungere prima Carate Brianza e ora Besana Brianza. Per dovere di cronaca e per tuziorismo si segnala che Lissone non è in alcun modo collegata con i mezzi pubblici nè con Carate Brianza nè con Besana Brianza. A questo punto la domanda sorge spontanea: come faranno coloro, magari soli o impossibilitati ad usare i mezzi pubblici, a recarsi a Besana Brianza per le visite mensili o per la somministrazione della terapia? Tuttavia, il problema si pone anche per coloro che possono essere "accompagnati" a Besana Brianza. Altra domanda: come verranno gestiti i casi di emergenza? Già prima vi erano difficoltà, vista la distanza Lissone - Carate Brianza, ora la distanza si allunga e le difficoltà aumentano. 
Segnalo che, come Associazione, se interpellati su come gestire i casi di urgenza, daremo chiare indicazioni di recarsi presso i vicini PS degli Ospedali di Monza e/o Desio che non potranno rifiutarsi di prendere in carico il paziente psichiatrico.

Si ricorda da ultimo l'art. 25 della Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili, ratificata dall'Italia con Legge n. 18/2009.

Si preavverte che l'Associzione Giulia e Matteo valuterà eventuali profili di responsabilità al fine di adire la competente Autorità Giudiziaria.

Distinti saluti.


Per saperne di più...

A questo punto dell'anno è doveroso fare un bilancio di ciò che la nostra associazione, nata da poco, è riuscita a portare a termine: ha ottenuto da parte del Comune di Lissone una sede ufficiale più adeguata per le riunioni di noi soci e soprattutto più funzionale per gli incontri mensili del gruppo di auto-mutuo aiuto; inoltre ha stretto legami, che si concretizzeranno a breve, con altre associazioni affini.

Può sembrare poco, ma la burocrazia, la non conoscenza e l'indifferenza verso i problemi del disagio mentale certamente non facilitano le buone intenzioni.

Ringraziamo dunque tutte quelle persone che, in vari modi, ci hanno sostento ed aiutato a far nascere questa associazione.

In particolare i genitori di Giulia e di Matteo ringraziano di cuore quegli amici, conoscenti e colleghi che, per affetto ed in ricordo dei loro ragazzi, hanno dato un contributo concreto.

Auguri di buone feste a tutti!


Diamo qui risalto al comunicato stampa dell'Istituto Superiore di Sanità relativo alla prima Indagine nazionale sui percorsi ospedalieri per le persone con disabilità.

Troppe le barriere materiali e culturali negano l'accoglienza alle persone con disabilità in ospedale!

(Cliccare qui)


Un grazie commosso per la bella serata del 29 Ottobre!

Grazie ai molti simpatizzanti presenti!

Grazie per la vostra generosità!

Grazie agli amici dell'Associazione Culturale TeatroAddosso!

Grazie al super-fotografo Luigi Sala!


Lo spettacolo

I Viaggi delle Parole,

la presentazione della nostra associazione e l'intervento della Dottoressa Mannucci sono stati un successo!

La sera del 29 ottobre si è tenuto presso il Palazzo Terragni di Lissone lo spettacolo "I Viaggi tra le parole"; lo spettacolo della Associazione Culturale TeatroAddosso e sponsorizzato dal Comune di Lissone ha ottenuto un buon successo di pubblico.


Lo spettacolo è stato preceduto da una breve presentazione degli scopi dell'associazione e da un interessante intervento della Dott.ssa Mannucci riguardante, principalmente, lo stato della Psichiatria in Italia.

 (Cliccare qui per leggere l'intervento della Doott.ssa Mannucci)

(Cliccare qui per vedere le foto dell'evento)


Per saperne di più...

25 Ottobre 2016: Il dialogo di Monza pubblica un esauriente articolo sulla nostra associazione (Cliccare qui)


Il giorno 29 Ottobre alle ore 21 vi attendiamo tutti al

Palazzo Terragni in Piazza Libertà di Lissone

per lo spettacolo

I VIAGGI DELLE PAROLE

(Trilogia tra poesia, musica e teatro)

Associazione Culturale TeatroAddosso

Patrocinato e Contribuito dal Comune della Città di Lissone

Prima dello spettacolo, in occasione della presentazione ufficiale della nostra associazione, sono previsti alcuni interventi relativi alle problematiche di cui ci occupiamo. 

Per vedere la locandina completa cliccare qui

Per saperne di più...

La nuova sede operativa è ora disponibile!

Ringraziamo il comune di Lissone per averci messo a disposizione la nuova sede operativa di:

Via Volturno, 3

Gli incontri di auto/mutuo aiuto avverranno presso la nuova sede.

Per vedere dove è la nuova sede cliccare qui.


I nuovi volantini sono ora disponibili!

Richiedeteli in sede o scaricatelo da qui


Il giorno 24 Settembre 2016 presso l'Atelier del Pittore Mario De Leo è stata inaugurata una

Mostra degli artisti Bolis - De Leo - Epifania - Giussani - Rizzi


Per l'occasione sono state esposte una Raccolta di piccole Opere donate dagli Artisti a favore della nostra associazione; a loro va il nostro sentito ringraziamento.


Per una visita virtuale alla mostra Cliccare qui.




Finalmente una buona notizia!

La Camera ha approvato le modifiche al nuovo ISEE , togliendo dal reddito le indennità per la Disabilità , come indicato dal Consiglio di Stato (vedi legge  26 maggio 2016 n° 89 e Circolare INPS n° 137).

Per scaricare la legge e la circolare INPS cliccare qui.

Può essere utile portare copia della circolare ai CAF in occasione della compilazione dell'ISEE (Abbiamo riscontrato che talvolta gli stessi CAF non erano al corrente del cambiamento).


Per saperne di più...

Sia pure in ritardo, vogliamo ricordare che ieri è stata la

Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio.

Ma cosa possiamo fare noi?

Possiamo impegnarci, ciascuno nel proprio ambito, per far capire a tutti che è necessario, ai primi sintomi di disagio psichico, intervenire, senza paure e vergogne.

Anche un raffreddore si cura, senza aspettare che, eventualmente,si possa complichi in polmonite.... perchè attendere nel caso in cui ci accorgiamo che qualche cosa non va?

Spesso il disagio psichico, se curato da persone competenti e pragmatiche, se ne va senza evolvere in una vera e propria malattia psichiatrica.

Per accedere al sito della giornata della Prevenzione del Suicidio cliccare qui.

Per leggere un interessante articolo sull'argomento a firma Maria Angela Melati apparso sul "Fatto Quotidiano"  cliccare qui.


Per saperne di più...


Le famiglie di fronte alla malattia mentale

Riportiamo integralmente lo scritto, a firma Ernesto Muggia, apparso sul sito dell'UNASAM, dato che il suo contenuto ci appare largamente condivisibile.

Partendo dalla situazione di ignoranza, pregiudizio e stigma che caratterizza il problema della salute mentale in Italia ( e nel resto del mondo…), viene esaminata la posizione dei familiari dei sofferenti di disturbi psichici. Soprattutto nei confronti dei curanti e della psichiatria in generale.
Si passa poi alla nascita ed al significato delle associazioni in questo settore, con molteplici funzioni, al di là della semplice rappresentanza e pressione nei confronti delle istituzioni. Con obbiettivi ben precisi, sia come risultati concreti da ottenere, che come situazioni negative da cambiare.
Vengono infine esposti alcuni importanti risultati raggiunti dall’UNASAM.

Per leggere l'intero articolo cliccate qui.


Per saperne di più...

Disagio mentale, in Europa è 'pandemia': 165 mln con disturbi

Nel 2030 saranno le malattie più frequenti al mondo, esperti in summit all''Epa 2015' di Vienna

Pubblicato il: 29/03/2015 17:32 da  

Ansia, depressione, demenza, dipendenza da alcol e droghe, disagio psicologico che spesso si trasforma in sofferenza fisica. Nel 2030 i disturbi mentali saranno le malattie più frequenti nel mondo, ma nell'Europa della crisi sono già pandemia: la sfida sanitaria del Terzo millennio, che colpisce secondo gli ultimi dati disponibili il 38,2% degli abitanti del Vecchio continente, per un totale di quasi 165 milioni di pazienti su una popolazione di 514 mln. Dei malati, appena uno su 3 riceve farmaci o altre terapie. Per 2 su 3 nessuna cura.

Un quadro drammatico che attende aggiornamenti in questi giorni a Vienna, dove è in corso il 23esimo Congresso dell'Epa, l'Associazione europea di psichiatria. Il summit 2015 riunisce dal 29 al 31 marzo esperti da 88 Paesi del pianeta, membri di 37 enti nazionali, in rappresentanza di oltre 78.500 psichiatri europei e mondiali.

Sulla scala della disabilità 'Daly' (anni di persi per mortalità precoce o vissuti in malattia), le patologie mentali sono sul primo gradino del podio europeo (26,6%). "Quelle con un impatto maggiore sono la depressione (7,2%) e l'Alzheimer (7,3%), oltre ai problemi legati all'abuso di alcol (3,4%) di cui oggi si parla troppo poco, ma che nella Penisola interessano circa 2 milioni di persone", spiega all'Adnkronos Salute Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano e past president della Società europea di psichiatria (Sip).

In termini di frequenza, al primo posto ci sono i disturbi d'ansia (14%), seguiti da insonnia (7%) e depressione maggiore (6,9%), disturbi somatoformi (sintomi fisici che indurrebbero a pensare a una malattia somatica, al 6,3%), disturbo da iperattività e deficit dell'attenzione-Adhd (5% dei giovani), dipendenza da alcol e droghe (4%) e demenza (dall'1% nella fascia 60-65 anni al 30% fra gli 80enni).

"Crude statistiche che descrivono un esercito che soffre: possiamo stimare oltre 61 milioni di malati d'ansia (8 mln solo in Italia), 29 mln di insonni e quasi altrettanti depressi (3,9 mln nel nostro Paese), oltre a 6 mln di persone affette da demenza", elenca Mencacci.

Dietro ai numeri si nascondono "disturbi con gravità differente - precisa Mencacci - Da lievi a medi o gravi, da assolutamente transitori a cronici e permanenti. Una vera sfida del XXI secolo", come avvertono anche le autorità internazionali e l'Organizzazione mondiale della sanità in primis. "Un allarme ancora più grande se si pensa che appena il 33% di questa popolazione di malati riceve terapie e farmaci", sottolinea lo psichiatra. E a subire di più le conseguenze del disagio sono le donne: "Il peso dei disturbi mentali, inteso come disabilità - rileva lo specialista - impatta nella popolazione femminile per oltre il 30% sul totale malattie, contro il 23% in quella maschile. Una differenza molto significativa". E la crisi? "Pesa e non poco: crescono in particolare ansia e depressione, la mortalità alcol-correlata, la piaga dei suicidi".

"Con la crisi - avverte Mencacci - abbiamo assistito in primo luogo a un aumento del consumo di alcol e della mortalità correlata, e si è registrata una crescita dei tassi suicidari legata alla disoccupazione: ogni incremento del 10% del tasso di disoccupazione fa registrare un +1,4% del tasso suicidario. E se in Italia il dato resta medio-basso, pari al 6,3 per 100 mila abitanti all'anno - puntualizza lo psichiatra - per la popolazione europea siamo quasi al doppio, con un tasso di circa 12/100 mila abitanti/anno. In Cina arriviamo addirittura a 14 e il 'gigante rosso' è l'unico Paese in cui sono più donne degli uomini a subire questo aumento".

Nell'Europa della crisi dilagano anche "ansia, depressione e consumo di sostanze in generale, specie fra i più giovani. E aumentano disturbi somatoformi e malattie somatiche: sindromi dolorose localizzate, dismorfofobia con una percezione distorta del proprio corpo che contribuisce anche a spiegare il massiccio ricorso alla chirurgia plastica, e la vecchia ipocondria sempre più spesso declinata in 'cybercondria'".

Nell'era di Internet e social network la paranoia corre infatti sul filo del mouse, si moltiplicano i navigatori ossessionati da 'dottor Google' e quelli che si affidano a pericolose autodiagnosi o ancora peggio all'autocura. "Un danno nel danno, che gonfia la spesa per il Servizio sanitario nazionale".

Non solo: "La crisi, unita alla perdita di speranza e a una percezione molto bassa delle reti di protezione sociale, amplifica e a volte esaspera anche il modo in cui il malessere viene manifestato". Nel nostro Paese tuttavia, testimonia Mencacci, "il cambiamento politico sta mostrando i suoi benefici": una sorta di "effetto-Renzi", con "la comunicazione di un messaggio positivo che inizia a penetrare".

Promuovere l'innovazione sia in ambito clinico che di ricerca, e consolidare le basi di un 'networking' internazionale strategico per migliorare la salute mentale e l'assistenza psichiatrica in tutto il mondo. Questo l'obiettivo dell''Epa 2015' che anima la capitale austriaca. Nelle oltre 20 sessioni congressuali e tavoli di lavoro verranno presentati i risultati più recenti emersi in letteratura sul fronte della ricerca clinica e traslazionale di base, e la loro applicazione pratica in un ampio excursus che va dalla diagnosi al trattamento fino alla formazione specialistica.

"L'Epa - commenta Emilio Sacchetti, presidente della Sip - è da sempre impegnata a garantire agli psichiatri informazione, ricerca e innovazione di qualità. L'associazione e il suo congresso offrono una preziosa opportunità per condividere risultati di ricerca e nuove strategie terapeutiche, confrontandosi con esperienze di colleghi nazionali, ma anche europei e internazionali. Nel rispetto di questo obiettivo il meeting permette di intraprendere nuove e importanti 'connessioni', rivolte ad una crescita scientifica e assistenziale della nostra disciplina".

Al Congresso viennese entrerà in carica come presidente eletto dell'Epa la psichiatra italiana Silvana Galderisi, professore ordinario della Seconda università degli Studi di Napoli. Prenderà ufficialmente il timone dell'Associazione europea nel 2017.

Per saperne di più...

APPROVATA LA LEGGE SUL DOPO DI NOI

Una rivoluzione nelle politiche sociali

Finalmente una legge sul “dopo di noi” che si costruisce già oggi “durante il noi", con politiche di aiuto concreto e misure integrate che mettono la persona disabile al centro di un progetto individuale.

Un traguardo importante verso un welfare più moderno, che colma una lacuna e restituisce serenità, autonomia e inclusione sociale.

L’obiettivo è quello di una progressiva presa in carico della persona con disabilità già durante l’esistenza in vita dei genitori e con il suo pieno coinvolgimento nelle scelte di vita.

Ecco le principali novità finanziate in totale con 270 milioni:

  • l’introduzione dell’istituto giuridico del trust, per salvaguardare il patrimonio da utilizzare per il figlio;
  • la cancellazione dell’imposta di successione e donazione per i genitori, ad esempio per la casa di proprietà;
  • la riduzione di aliquote e franchigie e le esenzioni per l’imposta municipale sugli immobili; l’innalzamento dei parametri sulla deducibilità per le erogazioni liberali e le donazioni;
  • la detraibilità delle spese per le polizze assicurative, con l’incremento da 530 a 750 euro della detraibilità dei premi per le assicurazioni sul rischio morte.
  • l’istituzione presso il  ministero del Lavoro del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, con una dotazione di 90 milioni di euro per quest’anno, 38,3 milioni per il 2017 e 56,1 milioni annui dal 2018 in poi. 

Con quattro linee guida a supporto di: soluzioni abitative o gruppi_appartamento che riproducano le condizioni della casa familiare; interventi per la permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare per far fronte a eventuali situazioni di emergenza; forme innovative di residenzialità, come le soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, con sostegno al pagamento degli oneri di acquisto, locazione, ristrutturazione, e alle forme di mutuo aiuto; accrescimento di consapevolezza, abilitazione e sviluppo delle competenze per una gestione autonoma della vita quotidiana.

“Dopo di noi”, una legge nata dal basso, dalle esperienze del territorio e che risponde alle richieste delle famiglie e alle esigenze di vita delle cittadine e dei cittadini disabili.


Per saperne di più...

Abbiamo inviato la richiesta di una sede per la nostra associazione all'Assessore alla Persona del Comune di Lissone.



Per saperne di più...

La NON NOTIZIA del giorno:

L'assordante silenzio del Dott. Lopez

ovvero: Come non rispondere ad una gentile nostra richiesta di informazioni

Il giorno 9 maggio 2016 abbiamo inviato, tramite PEC protocollata, al Dott. Salvatore Silvano Lopez,  Direttore Socio Sanitario dell'ATS Monza e Brianza, la richiesta di conoscere il numero di pazienti psichiatrici del comune di Lissone.

A tutt'oggi non abbiamo ricevuto alcun tipo di risposta.

Peccato! 


10 ottobre 2016:


La Giornata Mondiale della Salute Mentale 2016 avrà per tema:

Dignità nella  Salute Mentale

 Un primo soccorso rivolto a  tutti per la Salute Mentale e Psicologica

1-L'idea di un corso di primo soccorso psicologico e prevenzione risale al 1945 ed è stato descritto come un processo attivo di prevenzione e gestione delle condizioni iniziali applicabili a tutti gli individui (Blain, Hoch e Ryan 1945).

Tuttavia, una  tale idea per un  pronto soccorso psicologico  è rimasta poco compresa  a livello mondiale, non è stata  universalmente conosciuta  e molte persone non sapevano che un primo soccorso psicologico era possibile  già dalla ripresa di interesse per cultura della salute mentale nel 1990 (Jorm et al 1997). Questo ha portato allo sviluppo di un corso di formazione di primo soccorso di salute mentale in Australia nel 2002 (Kitchener e Jorm 2002). Una revisione sistematica completata dall'OMS nel 2009, ha anche dimostrato l'efficacia del primo soccorso psicologico. L'evidenza che emerge è che il primo soccorso di salute psicologica e mentale funziona.

Molte persone che soffrono di stress psicologico e mentale, crisi personali e disturbi mentali possono beneficiare nel ricevere un primo soccorso psicologico e mentale da parte di professionisti e dal   pubblico in generale.

E’ universalmente noto che un adulto su quattro sarà soggetto a  problemi di salute mentale nel corso della propria vita , ma la maggior parte di questi, salvo quelli che saranno ricoverati per  trattamento obbligatorio sanitario,  riceveranno poco o nessun aiuto quando si  presentano al pronto soccorso  e ciò  in contrasto con la maggior parte delle persone con problemi di salute fisici che, presentandosi in  caso di emergenza in ospedale, ricevono assistenza una immediata e qualificata per la loro salute  fisica.  

Dopo l'introduzione nel 1960   dellle tecniche  Basic Life Support (BLS) e la  rianimazione cardiopolmonare (CPR), pur senza le specifiche attrezzature, molte persone hanno beneficiato anche dell'intervento  di un passante, e  molte vite sono state salvate.

Le crisi dovute a causa  della  salute mentale e del disagio sono viste in modo diverso a causa dell’ ignoranza, scarsa conoscenza, stigmatizzazione e  discriminazione. Questo non può continuare ad accadere , soprattutto perché sappiamo che non ci può essere salute senza salute mentale. Il pronto soccorso psicologico e mentale   dovrebbe essere a disposizione di tutti, e non solo per pochi. Questo è il motivo per cui la Federazione Mondiale per la Salute Mentale (WFMH) ha scelto la salute psicologica e mentale di primo intervento  come tema per World Mental Health Day 2016.

Sappiamo soccorso psicologico e mentale viene inteso in modo diverso da differenti professionisti della  salute mentale e  dal pubblico in generale.

La WFMH vuole sviluppare una comprensione condivisa di base sul  primo soccorso di salute psicologica e mentale che sarà compresa in tutto il mondo dal grande pubblico, dai  professionisti, dai governi e dalle istituzioni non governative (ONG).

Il nostro obiettivo è che ogni membro del  grande pubblico abbia la possibilità di imparare a fornire un primo soccorso psicologico e mentale di base in modo da poter fornire un supporto alle persone in difficoltà nello stesso modo come accade in caso  di una crisi di salute fisica

  •  Fare in modo che lo stigma associato ai problemi di salute mentale promuova e rispetti  la dignità della persona 
  •  Accrescere la cultura delle persone nella promozione della salute mentale   diffondere la comprensione della pari importanza della salute fisica e mentale e  la loro integrazione nella cura e nel trattamento
  •  Lavorare con persone e istituzioni nello sviluppo delle migliori pratiche di pronto soccorso  psicologico e di salute  mentale
  •  Fornire materiale di studio  e di apprendimento culturale  per aumentare le competenze del pubblico nella gestione sanitaria di primo soccorso psicologico e mentale. Provvedere a una corretta formazione al fine che sia i professionisti che il pubblico in  generale abbia le stesse competenze acquisite come  per le tecniche di Basic Life Support  (BLS)e  di rianimazione cardiopolmonare (CPR)

2-Per fornire correttamente il primo soccorso salute psicologica e mentale, la sola formazione non è sufficiente. Vi è anche la necessità di svolgere una promozione della salute mentale e  di avere un buon approccio con e ai Servizi che forniscono l’assistenza per la  salute mentale . Il mondo sta attraversando una crisi. Al presente ci sono molti disastri e guerre, la migrazione è un problema crescente e molte persone richiedono un primo soccorso di base della salute mentale e psicologica per evitare il deterioramento della loro salute e per consentire loro di agire nel  migliorare la loro salute mentale.

Ogni 40 secondi qualcuno da qualche parte nel mondo muore per suicidio, e i giovani sono i maggiormente  colpiti. Avere a disposizione un maggior numero di persone con competenze di primo soccorso di base per la salute psicologica e mentale di contribuirà a diminuire il tasso di suicidio.

Il disagio psicologico e mentale può accadere ovunque - nelle nostre case, nelle nostre scuole, nei luoghi di lavoro, sul sistema dei trasporti, nel supermercato, negli spazi pubblici, in campo militare e in ospedale. Un pronto soccorso psicologico e di salute  mentale è una competenza potenzialmente salva-vita che tutti abbiamo bisogno di avere.

Vi invitiamo a sostenere il WFMH per rendere questa proposta  una realtà globale in modo che possiamo rendere  il mondo come  un posto migliore.

Professor Gabriel Ivbijaro MBE JP

MBBS, FRCGP, FWACPsych, MMedSci, MA, IDFAPA

President WFMH

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Diamo qui visibilità alle Linee di indirizzo conclusive della conferenza di Venezia del 18 dicembre 2014.

La conferenza  dal titolo “Salute Mentale dei Giovani: dalla continuità della psicopatologia alla continuità della cura”, si conclude con una serie di importanti ed interessanti  raccomandazioni agli attori partecipanti alla conferenza stessa.

(Per un approfondimento sull'argomento Clicca Qui)

Passaggio dalla Neuropsichiatria Infantile alla Psichiatria: un trauma per i ragazzi che compiono i 18 anni.

Il passaggio dalla Neuropsichiatria Infantile alla Psichiatria è spesso vissuto come un vero e proprio trauma dai ragazzi affetti da disturbi del comportamento che divengono maggiorenni.

Anche per i genitori il problema è pesante sia dal punto di vista psicologico che pratico: la sensazione è di perdere quel minimo di aiuto e protezione fino a quel momento avuto.

Le Aziende Ospedaliere San Gerardo e l'Ospedale Civile di Vimercate hanno già da tempo stilato un protocollo di intesa che, recependo le indicazioni della Regione Lombardia, cerca di definire il passaggio tra i comparti sanitari Neuropsichiatria Infantile e Psichiatria che si occupano della cura e presa in carico di persone con patologie conclamate.

Questo protocollo, recependo le linee guida della Regione Lombardia è valido per tutte le strutture lombarde e può servire da orientamento per i genitori che si trovano in questo delicato momento (ovviamente in caso di necessità non esitate a contattarci, nei limiti del possibile cercheremo di orientarvi su come procedere).

Per leggere il testo completo del protocollo clicca qui


Fondazione Giovanni XXIII

Diamo volentieri risalto all'azione della Fondazione Giovanni XXIII.

La fondazione si rivolge in modo particolare alle persone con disabilità associata a disturbo psichiatrico (cosiddetta doppia diagnosi) e alle loro famiglie.
L'associazione segue  le persone con disabilità fisica o intellettiva associata a disturbo mentale/comportamentale  che non sono accolte dai Servizi per Disabili per le loro problematiche comportamentali; vale a dire che sono solo prese in cura FARMACOLOGICA ma non in carico dai servizi Psichiatrici.
In conclusione: per loro non ci sono né servizi diurni e né residenziali.


Festa della Primavera di Lissone

Il giorno 7 Maggio 2016 la nostra associazione ha partecipato, con un proprio gazebo, alla festa della primavera di Lissone (Clicca qui)

Il clima, finalmente primaverile, ha permesso ad un buon numero di visitatori di venirci a trovare e di stabilire svariati contatti che, speriamo, si rivelino fruttuosi.


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Sarebbe bello poter dare qualche buona notizia....

invece purtroppo anche questa volta dobbiamo riportare una notizia non buona (pubblicata da ANSA): i centri di salute mentale risultano al 73% inefficace di fronte alla richiesta di aiuto di una mamma disperata per un'emergenza che sta sconvolgendo la vita del figlio.

E' quanto denuncia una ricerca condotta da Renzo De Stefani, direttore del Dipartimento di Salute Mentale della Provincia di Trento e referente nazionale del movimento "Le Parole ritrovate".

L'indagine, denominata 'buone pratiche', è stata svolta telefonicamente nel marzo 2016 e ha riguardato 51 CSM italiani.

Lo scopo è stato quello di valutare la risposta dell'operatore telefonico del CSM a una segnalazione di crisi di un genitore.

Questa la situazione 'tipo' presentata: "Sono la mamma di Giovanni. Giovanni è il nostro secondogenito, ha 22 anni e frequenta l'università di legge. Non ha mai avuto problemi particolari, salvo un po' di timidezza e una scarsa frequentazioni di amici e amiche. Non crediamo abbia una ragazza perché con noi parla poco. Da 2 giorni si è chiuso in camera sua. Non ci apre. Non ci risponde quando gli parliamo. Non accetta il cibo perché non apre la porta. Forse di notte esce dalla stanza e prende qualcosa in frigorifero. Lo sentiamo ogni tanto parlare a voce alta come se avesse un dialogo con qualcuno che è in stanza con lui. Non riusciamo a capire cosa dica perché la voce si alza e si abbassa e i contenuti sono confusi. Siamo molto preoccupati. Cosa dobbiamo fare? Potete venire a visitarlo?" 

Dai dati emerge che solo il 27% conduce un'azione attiva a fronte del 73% passiva. 

Per azione passiva si intende: madre consigliata a rivolgersi al medico di medicina generale, madre invitata a portare il figlio direttamente al Csm, madre invitata a portare il figlio al pronto soccorso. 

Per azioni attive si intende: disponibilità ad un colloquio con i genitori al CSM, disponibilità a parlare telefonicamente con il figlio o disponibilità ad effettuare una visita domiciliare. Dall'indagine emerge anche che il tempo dedicato dall'operatore alla madre è per il 53% inferiore ai 5 minuti.

"Come si ricava chiaramente dalle risposte fornite - afferma il dott. De Stefani - la maggior parte dei CSM, che devono essere il punto di riferimento per tutte le richieste che riguardano situazioni di crisi di un territorio, si sottraggono a interventi attivi nascondendosi dietro rifiuti di vario genere, di cui alcuni davvero incredibili per non dire peggio.

Alcuni hanno addirittura consigliato alla madre di chiamare il 112 o il 113: questo non fa onore a quello che in tanti vorremmo vedere fare dai servizi di salute mentale italiana". 

Sempre sullo stesso argomento, riportiamo qui il commento (fonte ANSA) all'indagine svolta dal professor De Stefani:

La Legge Basaglia si rinnova. Un viaggio dalla vecchia alla nuova psichiatria nell'Italia che cambia

Molti italiani pensano che la Legge Basaglia oltre che chiudere i manicomi (cosa più che giusta visto che erano lager e non luoghi di cura) abbia definito con chiarezza e puntigliosità cosa si doveva fare per garantire sul ‘territorio’ cure appropriate ai malati e sostegno ai loro famigliari e organizzare quei Dipartimenti di salute mentale che ne dovevano costituire l’assetto organizzativo. In realtà la legge 180/Basaglia era una legge ‘quadro’ e si limitava a dire che, chiusi i manicomi, le cure andavano fatte sul territorio. Il come e da parte di chi era evidentemente demandato a successive leggi nazionali e regionali. Peccato che siano dovuti passare 20 anni per avere un provvedimento legislativo che desse vita ai Dipartimenti di salute mentale e ne spiegasse la missione e il funzionamento. Inevitabile che in quel buco di 20 anni sia successo di tutto, nel bene e nel male.

Ogni realtà locale si ‘inventò’ la propria strada e nacquero così realtà di eccellenza e altrettante, se non di più, del tutto incapaci di far fronte alla sofferenza di utenti e familiari. E la cosa dura più o meno invariata tutt’ora.  Un esempio è una indagine denuncia realizzata dal dott. Renzo De Stefani, basagliano, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trento, da sempre impegnato per l’implementazione di nuove metodologie nella cura delle malattie mentali. Dalla ricerca emerge che la risposta di primo intervento in caso di emergenza psichica da parte di 51 Csm italiani coinvolti, è per il 73% dei casi inefficace. Questo è il motivo fondamentale che spinge al varo di una nuova Legge che stabilisca regole del gioco valide in tutta Italia per garantire quell’equità di trattamenti che la Costituzione, sulla carta, garantisce a tutti i cittadini, ‘matti’ compresi.

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Continuano gli incontri di auto aiuto tra i familiari

Ricordiamo che continuano gli incontri di auto aiuto tra i soci ogni primo sabato del mese dalle 10.00 alle 11.30 presso il Centro Ricreativo Colori della Vita in Via della Lega Lombarda a Lissone.

Per maggiori informazioni telefonate al 334 7361644

Come era prevedibile l’articolo del Dott. Storace ha suscitato incredulità e stupore

in molti di noi associati.

Ci fa da portavoce la nostra presidentessa che commenta l’articolo  del Dott Storace anche allo scopo di chiarire cosa vorremmo dai Servizi di Salute Mentale. 

L’articolo dice testualmente:

" il nostro settore della Salute Mentale è una reale anomalia positiva nel panorama dei Paesi occidentali avanzati.

Con il numero di posti letto più basso dei Parei OCSE e una frequenza di TSO inferiore di 20 30 volte a quelle dei paesi anglosassoni e scandinavi l'Italia ha mostrato da lungo tempo che è possibile fare a meno degli ospedali psichiatrici e recentemente anche degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari "

Questa lunga citazione illustra, apparentemente, un panorama di cure appropriate che ottengono buoni risultati.

Ma un numero basso di posti letto non è necessariamente un sintomo di buona assistenza! Sarebbe anche il caso di pensare come mai, dopo tanti anni dalla nostra legge di riforma (era il 1978) nessuno ancora ci imita chiudendo gli ospedali psichiatrici. 

Le attività di inclusione sociale, enfatizzate nell’articolo,  non dovrebbero escludere una diagnosi, una prognosi, eventualmente una terapia farmacologica e valutazione dei risultati. 

Le terapie farmacologiche andrebbero iniziate e valutate per settimane all'interno di ospedali e non nelle case dei famigliari. 

Inoltre non ci sembra strano chiedere anche studi e ricerche nell'ambito delle malattie mentali (ovviamente tali studi possono essere effettuati solamente in strutture organizzate in cui i pazienti possono essere effettivamente monitorati). 

Il TSO è usato poco (per motivi ideologici e di effettiva cronica mancanza di posti letto) e quindi non ci dice nulla della qualità delle cure erogate; non si hanno neppure riscontri del fatto che sia usato in modo appropriato.

Queste osservazioni potrebbero appararire una presa di posizione aprioristica contro le idee espresse nell’articolo del Dott. Storace, purtroppo sono frutto della drammatica vicenda vissuta da mia figlia

Mia figlia Giulia, con una una lunga storia di malattia mentale e di ricoveri,  nel giugno 2014 fu ricoverata presso SPDC di Monza. 

Dopo circa dieci giorni fu dimessa con una nuova terapia: a un anti psicotico fu aggiunto il Litio da assumere 3 volte al giorno.

Come è ben noto in medicina, il litio deve arrivare un un giusto dosaggio, infatti la dose terapeutica e quella tossica sono abbastanza vicine e quindi è necessario un monitoraggio puntuale e costante. 

Come si può immaginare non è facile far assumere regolarmente una terapia complessa ad una persona non troppo collaborante. 

In sostanza non ci fu nessuna valutazione degli effetti del nuovo farmaco e del risultato  ottenuto. 

In vera difficoltà Giulia nel mese di Agosto si recò due volte in Pronto Soccorso per avere aiuto e gli psichiatri non trovarono motivi per ricoverarla: a metà settembre si è suicidata. 

Vediamo quindi in questa drammatica storia come pochi  posti letto, pochi ricoveri  e pochi TSO non siano affatto indici di buone cure. 

Il mandato sociale del Medico è quello di curare, non quello di includere socialmente. 

La legge che tutto il mondo ci invidia ha provocato alla sua promulgazione molto suicidi: ne parla Mario Tobino , nel suo libro "Gli ultimi giorni di Magliano". (Molto interessante a questo proposito è anche il libro di Alberto Italo " Il manicomio prima e dopo"). 

Viene da chiedersi " Quanti sono i suicidi dei nostri giovani? " 

Quanti potrebbero essere evitati? 

Per inciso si noti che qui in Brianza non vediamo questi grandi progetti di inclusione dei malati. 

Nell’articolo si parla di visite domiciliari... Ma quali? Nella esperienza della mia famiglia sono state due in dieci anni di malattia. 

Tante altre osservazioni ci sarebbero da aggiungere, ma le rimando a un secondo capitolo.

Per saperne di più...

La salute mentale e i tagli alla sanità. Ecco perché si rischia il naufragio di un intero settore.

Richiamiamo la vostra attenzione sull'articolo apparso su  "QuotidianoSanità.it" (Cliccare qui per accedere al Quotidianosanità) del 28 Settembre 2015 (per semplicità di accesso si è provveduto a riportare il testo integrale dell'articolo qui).

Si invita comunque ad accedere a  che è una fonte veramente interessante di notizie... ohimè raramente buone!!! 


Riforma del sistema socio-sanitario lombardo: Una riforma fatta prevaricando completamente i diritti dei malati.

Con la legge regionale dell’11 agosto 2015 (cliccare qui per conoscere il testo della legge e la ripartizione territoriale) vengono riorganizzate o, per meglio dire, stravolte le Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST).

In particolare gli utenti dei distretti di Carate Brianza e di Seregno non potranno più fare riferimento a Monza (cliccare qui per vedere la nuova ASST di Vimercate e le strutture afferenti) , ma dovranno fare riferimento a Vimercate; questo è in netto contrasto con l’articolo 25 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (Clicca qui)

Questo cambiamento comporterà per gli ammalati psichici, che magari hanno già instaurato rapporti di fiducia nei confronti del personale medico e paramedico, un enorme disagio con conseguenze non facilmente prevedibili.


NUOVO ISEE: IL CONSIGLIO DI STATO BOCCIA IL GOVERNO SUI DISABILI 

Per il Consiglio di Stato “L’indennità dei disabili è un sostegno, non può essere considerata un reddito”.

Il Consiglio di Stato ha quindi respinto in ricorso dell’Esecutivo contro una sentenza del TAR del Lazio che aveva dichiarato illegittima la riforma dell’ISEE entrata in vigore nel 2015 (Clicca qui) nella parte in cui considera reddito disponibile anche le pensioni legate a situazioni di disabilità, le indennità di accompagnamento e gli indennizzi Inail.

Secondo il Consiglio di Stato “l’indennità di accompagnamento e tutte le forme risarcitorie servono non a remunerare alcunché, né certo all’accumulo del patrimonio personale, bensì a compensare un’oggettiva e ontologica situazione di inabilità che provoca in sé e per sé disagi e diminuzione della capacità reddituale.”



Siamo lieti di annunciare che il 24 febbraio 2016, dopo lunga gestazione, la nostra associazione è ufficialmente NATA!

Rimangono ancora alcuni adempimenti burocratici di cui si sta facendo carico la nostra presidentessa Dott.ssa Mannucci.

A lei va il nostro Grazie!


Come, in teoria, sono strutturati i servizi di salute mentale in Italia

Riportiamo qui quanto pubblicato dal Ministero della Salute il 3 novembre 2006 (ultimo aggiornamento 25 gennaio 2016).

In sostanza si tratta, come al solito, di una impostazione teorica relativa alla struttura dei Servizi di Salute Mentale.

Purtroppo, se sulla carta tutto questo esiste, nella sostanza siamo ben lontani dalla sua reale implementazione.

Comunque il documento può essere considerato un utile guida sull'impostazione dei servizi territoriali.


Una conferma al fatto che le malattie mentali siano causate da modificazioni fisiche del cervello.

Riportiamo qui un interessante articolo di Alessia Manfredi apparso su "La Repubblica.it" il 5 febbraio 2012 relativo al ruolo che i neuroni a specchio rivestono nella schizofrenia.

In sostanza viene confermato quanto espresso nella sua conferenza da Dott. T.Insel, chiarendo però come le modificazioni fisiche riscontrabili nel cervello dei malati di schizofrenia siano legate al funzionamento dei neuroni a specchio.

(Per leggere l'articolo cliccare qui)

Nuova luce sulle malattie mentali

Nella sua conferenza "Toward a new understanding of mental illness" il Dott. Thomas Insel (Director of the National Institute of Mental Health) ha illustrato come i decessi legati alle malattie mentali in questi anni non siano affatto diminuiti, a differenza dei decessi dovuti alle alle più gravi patologie, come leucemia, tumori, malattie cardiovascolari, AIDS ecc..

La notizia (parzialmente) confortante è che pare ormai assodato che la schizofrenia sia associata a modificazioni fisiche del cervello rilevabili strumentalmente (TAC).

Il grande interesse della notizia è che tali modificazioni si presentano molto prima dell'apparizione dei disturbi comportamentali; questo apre a prospettive di prevenzione e, forse, di cura.

Sicuramente tutto questo svuota di senso le teorie psicologiche sull'origine dei disturbi comportamentali della schizofrenia (non risulta infatti che nessun condizionamento psicologico porti a modificazioni cerebrali evidenziabili strumentalmente).

Ovviamente ciò non porta beneficio a chi è affetto da patologie psichiatriche, ma almeno sgombra il campo dalle teorie che, attribuendo la causa della schizofrenia al comportamento dei parenti (soprattutto genitori) dei malati, aggiunge sofferenza alla sofferenza senza portare ad alcun progresso nello stato di salute del malato.

Per ascoltare la conferenza e vedere la traduzione in italiano: clicca qui.

Per saperne di più...

Le buone intenzioni.....

Già nel 2005 la Dichiarazione sulla salute mentale per l'Europa (Conferenza di Helsinki) e nel 2008 il Patto europeo per la salute mentale e il benessere sanciva le linee guida che avrebbero dovuto indirizzare tutte le scelte giuridiche, amministrative ed operative relative alla salute mentale.

Ovviamente tutto questo ad oggi è lettera morta; è comunque importante avere chiara almeno la direzione verso cui tendere!

(Vedi il Patto Europeo per la Salute Mentale)

(Vedi la Dichiarazione sulla Salute mentale per l’Europa)

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