Giulia e Matteo: due ragazzi che, grazie anche alle “cure” ricevute, hanno deciso di porre fine prematuramente alla loro vita.

Quante Giulie, quanti Mattei, pur senza giungere al suicidio, vivono un’esistenza resa drammaticamente complicata dalla completa inadeguatezza dell’assistenza ricevuta?

L’associazione, in nome dei nostri ragazzi, opera perchè i pazienti psichiatrici siano trattati almeno come tutti gli altri malati e non gestiti con superficialità e seguendo aprioristicamente protocolli precostituiti, basati su teorie ascientifiche prevalentemente ideologiche.