L’associazione Giulia e Matteo, pur attenendosi strettamente alle ragioni della privacy, comincia a rendere noto ad un pubblico più ampio possibile le richieste e le testimonianze che ci pervengono: inutile dire che non verranno pubblicati i nomi delle persone coinvolte e che ci riserveremo di modificare il testo delle comunicazioni così da impedire la possibilità di risalire agli scriventi.
Qui di seguito riportiamo una selezione delle mail e delle testimonianze che ci giungono quasi giornalmente.
Leggendo le lettere appare evidente che il loro numero e lo stato di disperazione che esprimono sta, nel tempo, mano a mano aumentando.
 

Speriamo che questo possa servire a smuovere un po' le cose: è terribile rendersi conto che, a causa di coloro che non fanno ciò che sarebbe in loro potere, ma preferiscono voltare la testa da un'altra parte e rimandare -per "non correre rischi"- molte famiglie sono trascinate nella disperazione più nera fino a valutare, in alcuni casi, la possibilità di chiudere tragicamente la propria esistenza.

Novembre 2020


Sono una socia dell’associazione Giulia e Matteo e vorrei esporvi l’esperienza che ho vissuto durante un incontro con l'ufficio servizi sociali del comune di ..omissis.. per la richiesta di assistenza a un disabile psichico rimasto senza servizi sul territorio per sopraggiunto Covid-19.

L'assistente sociale del CPS mi risponde che dobbiamo assecondare le abitudini del malato di indole solitaria: nessun problema, può restare in casa tranquillo tutto il giorno.
“Forse la stimolazione, l'inclusione, la partecipazione sono pratiche sconosciute che si fanno in altre regioni, ma non qui da noi nel 2020” penso io.

Mi rivolgo poi alla dottoressa responsabile cercando di ricordarle che anche gli ammalati hanno dei diritti sacrosanti sanciti dalla Costituzione: lei mi risponde che questi principi sono sulla carta e restano sulla carta.
"No, replico: durante la commemorazione della giornata mondiale della salute mentale (10 ottobre) anche il Presidente della Repubblica Mattarella ha ribadito che anche gli ammalati psichici hanno diritto ad essere curati!"

SILENZIO ASSOLUTO.

Conclusione
Durante questo periodo di pandemia così stressante, la dottoressa ha dimenticato il Presidente della Repubblica e l'assistente sociale l'etica professionale.
È forse un effetto collaterale del Covid19?

Lettera firmata


Novembre 2020


Il pomeriggio 26 ottobre in piazza a Lissone ci sono i rappresentanti del Café Alzheimer, associazione benemerita che promuove la cura dei malati e il sostegno ai familiari.
Prendono la parola l'assessore ai servizi sociali e il sindaco per lodare e ringraziare i volontari e invitano i presenti a partecipare al volontariato come forma di solidarietà da praticare sul territorio.
Peccato che, dalla fine di agosto, la nostra presidentessa continua a telefonare, inviare mail a destra e a sinistra per la riapertura della nostra sede, senza alcuna risposta da parte di nessuno (assessore e dirigente servizi sociali, responsabile patrimonio, dottori e dottoresse).

SILENZIO ASSOLUTO.

Così la nostra sede AMA rimane chiusa e noi poveri soci ci incontriamo in un giardino pubblico e quando piove in una caffetteria…. finché arriva il venerdì 6 novembre 2020 e con le restrizioni del DPCM il nostro problema si è risolto.

Lettera firmata da un partecipante ad un nostro gruppo di Auto Mutuo Aiuto


Settembre 2020


Mia moglie ed io vorremmo portare la nostra testimonianza all’associazione Giulia e Matteo mettendola al corrente della tragica storia di nostro figlio.


Nostro figlio era un ragazzo normale, sportivo e pieno di amicizie ed interessi, ha cominciato a presentare sintomi di depressione ad inizio 2010.
Con fatica siamo riusciti a vincere la sua resistenza, convincendolo a farsi visitare (luglio 2010) da una notissima psichiatra che gli ha prescritto un antidepressivo (probabilmente non adatto), stabilendo il successivo appuntamento solo a settembre, senza lasciare alcun contatto.
Il 19 agosto 2010 nostro figlio improvvisamente ha una crisi di violenza sicuramente causata dell’antidepressivo: danneggia camera sua, aggredendo noi genitori.
Viene ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale di ..omissis.. (ove convivevano pazienti con le più varie patologie psichiatriche) e gli viene prescritto uno psicofarmaco.
Alle dimissioni, su suggerimento dei medici del reparto, viene inserito in un "progetto" finalizzato alla “cura” di ragazzi con problemi di natura psichiatrica.
Ci illudiamo che tutto vada bene, rassicurati dal personale medico del suddetto progetto: nostro figlio è apparentemente sereno, continua gli studi, a Marzo 2011 ottiene la laurea magistrale in Economia e Commercio e comincia ad inserirsi nel mondo del lavoro come stagista presso una grande società.


Il 25 gennaio 2012 nostro figlio, senza nessun sintomo premonitore e senza lasciare alcun messaggio, si suicida: aveva 26 anni.


L’ultima notazione nella cartella clinica del “progetto” è:
“Il pz. si è tolto la vita defenestrandosi dal quinto piano dell’ufficio. Si archivia la cartella clinica.”
Null’altro è stato aggiunto!


Dalla lettura della cartella clinica, appare evidente che, per l’equipe del progetto, è come se nostro figlio avesse cominciato ad esistere solo dal momento del ricovero senza tenere conto della sua vita precedente e del probabile motivo della crisi: viene inserito in un protocollo di cura, senza formulare alcuna diagnosi, senza tener conto della causa che ha scatenato la sua crisi di violenza e soprattutto operando per convincerlo a ritenersi ammalato, ignorando il suo desiderio di tornare ad una vita normale.

Anche a distanza di tanti anni l’impressione di noi genitori è che nostro figlio sia stato “curato” con superficialità e negligenza, senza mai formulare una diagnosi: il nostro grande rimpianto è soprattutto quello di essere stati troppo fiduciosi e di non aver capito che dietro alle rassicurazioni dello staff del progetto c’era poco o niente.

Lettera firmata da entrambi i genitori


Agosto 2020


Salve, vi scrivo in quanto la mia fidanzata ha appena scoperto di avere un Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) con conseguente depressione.
Ha cominciato da poche settimane una terapia cognitivo-comportamentale presso una psicologa e da qualche giorno sta assumendo Sertralina.
Cercavo un’associazione che magari potrebbe fare incontri in modo tale da fare capire alla mia fidanzata che non è sola e che ci sono altre persone che come lei combattono la stessa battaglia, magari dalle mie parti (scrivo da una provincia del sud Italia).
Certo della vostra risposta.

Saluti

Lettera firmata


Giugno 2020


Buongiorno, sono ..omissis.. e sto cercando appoggi e soprattutto aiuto per mio fratello di 42 anni affetto da DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo).


Ormai sono 6 anni che mio fratello soffre di questo disturbo, ha perso il lavoro nel 2014 ma l'azienda l'ha sostenuto finché non ha ottenuto l'accompagnamento.
Ovviamente è stato in tanti istituti e comunità, aggravandosi sempre di più, con un’assistenza sociale pressoché assente, burocratica e farraginosa ..omissis.. ed ora è ricoverato in una comunità ..omissis.. che, dopo l'ultimo incontro richiesto con gli assistenti sociali e lo psichiatra che hanno in cura mio fratello, è stata definita inadatta, ma hanno preso tempo per decidere il da farsi.


Ormai io e mia madre (74 anni con due interventi per cancro con relativa chemio e radio) non ce la facciamo più, anche perché vengono proposte soluzioni accettabili solo se paghi.
La nostra situazione finanziaria non ci permette di sostenere le rette che ci sono state proposte: mio fratello prende una pensione di invalidità VERGOGNOSA di € 285,00 al mese, mia madre prende una pensione a dir poco misera.... ed io, che ho 50 anni e lavoro, sono un semplice impiegato e guadagno i miei 1.700,00 netti al mese.


Che possiamo fare? Farla finita?


Io ho esaurito le idee e le forze, anche perché questo Covid ha peggiorato cento volte tutto, ma proprio tutto; soprattutto per noi che non siamo ricchi -senza il problema di mio fratello saremmo forse nella media- ma ora siamo sotto.
Fatemi sapere cosa potete fare per aiutarmi, il mio numero di cellulare è ..omissis..


Grazie comunque, ormai si tenta il tutto e poi alla fine c'è l'ultima porta di uscita....dalla vita.

Lettera firmata


Aprile 2020


Buonasera, mi chiamo ..omissis.., sono residente a ..omissis.. - sono madre di due figli: un maschio di 25 anni ed una ragazza di 22 anni.
Sono divorziata.
Mio figlio, dall'età di 19 anni è in cura con diagnosi di psicosi paranoide -che gli è stata diagnosticata nel Centro per giovani di ..omissis..; E' stato in cura presso questo centro per circa due anni e mezzo poi è stato seguito dal dr. ..omissis.. del CPS di ..omissis.. , con il quale ha seguito la terapia farmacologica con l'iniezione ogni 3 mesi oltre ad incontri di psicoterapia.

Mio figlio, nonostante le sue difficoltà è riuscito a lavorare presso una ditta per un anno e mezzo, poi si è licenziato.

In questo ultimo periodo difficile per tutti, anche mio figlio ha maggiori difficoltà ad accettare la situazione della malattia infettiva, tuttavia non vuole più frequentare le sedute con il suo psicoterapeuta.
Ho visto di recente lo psichiatra che l’ha in cura, il quale sta cercando di contattarlo per riprendere gli incontri; in tutto questo io e mia figlia stiamo cercando di aiutarlo ma non è facile.
Siamo parecchio provate anche noi dallo stress della nostra condizione ed in particolar modo io ultimamente mi sento frustrata perché non so a chi rivolgermi per un confronto, per capire se quello che sto facendo è giusto per i miei figli ecc..
Preciso che sono l'unico componente adulto della famiglia a gestire tutta la situazione in quanto, sin dall'esordio della malattia di nostro figlio, suo padre si è defilato completamente dalle sue responsabilità.
Sono alla ricerca di un centro tipo il vostro e ho trovato in internet la vostra sede.
Ora vi chiedo se è possibile fissare un incontro quando sarà possibile raggiungere la vostra associazione a Lissone. Ringrazio e saluto.

Segue la firma


Di seguito indico il mio cellulare, ma vi chiedo di indicarmi gli orari in cui posso chiamarvi io, per evitare il colloquio telefonico in presenza di mio figlio.


Febbraio 2020


Buongiorno, Volevo portarvi a conoscenza della mia storia famigliare che mi accompagna ormai da qualche decade.

Sono il figlio di una signora di 62 anni che da tre anni è ricoverata presso una piccola struttura che accudisce persone con problemi psichici.
Il ricovero è avvenuto dopo svariati anni di lotta: mia mamma a causa della sua malattia ha abusato di psicofarmaci ed ha effettuato continue fughe anche di più giorni in svariate località.
Solamente da poco il CPS locale ha deciso finalmente di ricoverarla in questa struttura.


Purtroppo, l'anno scorso mia mamma è scappata diverse volte dal centro per tornare nel suo paese: o io o mio padre l’abbiamo sempre riaccompagnata il giorno successivo.
Nonostante questo, la struttura si è allertata e da allora vuole liberarsi di mia madre.
Il problema potrebbe non essere grave se si trovasse una nuova struttura idonea.
Penso che in Lombardia ci siano diverse strutture che possano ospitare mia madre con la sua patologia.
Purtroppo tutte le struttura a cui si è rivolto il CPS hanno risposto che non la possono ospitare perché è troppo anziana (vicino all'età di 65 anni).
Il loro suggerimento è di trovare una casa di riposo per poter far ricoverare mia mamma fino alla fine dei suoi giorni.
Prima di tutto personalmente ritengo che una struttura per anziani non sia idonea a gestire la sua infermità mentale, in secondo luogo, l’esborso economico necessario per mantenere mia madre presso una struttura protetta non è sostenibile per mio padre.
Infatti, mia madre percepisce una pensione di soli € 280 a cui si aggiunge l'accompagnamento che, se non sbaglio, si aggira sui 500/550€ mensili; evidentemente la spesa non è sostenibile!

Come posso uscire o essere aiutato in questa situazione?
Vi ringrazio

Lettera firmata


Novembre 2019


Buonasera, mi chiamo ..omissis.., mia mamma è affetta da problemi psichiatrici da sempre. Oggi è ospite di una comunità residenziale, e a me farebbe molto piacere poter partecipare ai vostri gruppi di auto mutuo aiuto.

Potrei avere qualche informazione a riguardo?

 

Lettera firmata


Ottobre 2019


Buongiorno, mi chiamo ..omissis.., vi scrivo in merito alla possibilità di avere un confronto riguardo alla malattia di mia madre, ormai affetta da depressione da svariarti anni: in particolare su come gestire determinate situazioni domiciliari.

Ammiro molto la vostra associazione, per i vostri valori e progetti realizzati che mettono al centro la persona in un'ottica di piena reintroduzione della suddetta all'interno della società, oltre che a fornire un aiuto concreto a chi, come me, si trova a dover fronteggiare da sola una situazione drammatica.

Vi chiedo dunque se potete concedermi qualche minuto del vostro tempo per un incontro o indirizzarmi verso qualcuno che mi possa aiutare con qualche consiglio.

Vi ringrazio del vostro tempo, cordiali saluti.

 

Lettera firmata


Ottobre 2019


Buongiorno, sono arrivata al vostro sito grazie a ..omissis.., relatrice ad un vostro evento.

Mio figlio, 19 anni, ha un disturbo borderline di personalità che gli impedisce di vivere una vita normale.

Sto costruendo una rete di famiglie che hanno un patente borderline maschio, perché i maschi hanno specificità del disturbo che li rendono particolarmente difficili da curare.

Mi sembra che siano i più abbandonati tra gli abbandonati dai professionisti della salute mentale.

Se tra i vostri iscritti ci fosse qualche parente di borderline maschio, vi chiedo la cortesia di dargli il mio riferimento, nel caso fosse disponibile a scambiare qualche opinione.

Grazie!

Lettera firmata


Maggio 2019


Salve, sono alla ricerca di informazioni su come aiutare un familiare affetto da psicosi e ipocondria.

Purtroppo vivo all’estero, quindi mi servirebbe supporto a distanza via internet.

Sto cercando di identificare delle modalità per gestire una situazione finanziaria che sta sfuggendo di mano a seguito di continue visite e accertamenti medici a pagamento da parte di mio fratello che rifiuta di prendere psicofarmaci o di fare terapia per migliorare la sua condizione mentale.

Non sapendo da dove cominciare, sto cercando dei servizi di counseling che possano essere erogati a distanza per aiutarmi a fare un piano di azione (come meglio intervenire per convincere mio fratello a vedere uno psichiatra/psicoterapeuta, che tipo di opzioni legali esistono per istituire una figura di tutore, ecc).

Vi sarei estremamente grata se poteste indicarmi se questo è un tipo di intervento che offrite o se poteste segnalarmi altre risorse utili.

Grazie infinite

 

Lettera firmata


Aprile 2019


Buongiorno, Vi contattiamo per capire se qualche attività o iniziativa della Vostra organizzazione possa esserci di aiuto. Abbiamo perso nostro figlio ..omissis.. che si è tolto la vita lo scorso gennaio dopo una lunga sofferenza per depressione.

Mia moglie ed io stiamo cercando, con tante difficoltà, di trovare ragioni che diano un senso alla nostra vita, tentando di imparare a convivere con dolore, rimorsi, rimpianti.

Abbiamo avuto notizia della vostra organizzazione tramite la Dott.sa ..omissis.. ed abbiamo quindi pensato di contattarvi per capire se è opportuno approfondire eventualmente di persona.

 

Lettera firmata da entrambi i genitori


Maggio 2018


Buonasera, mi chiamo ..omissis...

Innanzitutto, grazie della vostra forza e del vostro coraggio.

Vi scrivo perché ho tanto bisogno di un confronto...

Mia mamma soffre di una serie di disturbi, tra schizofrenia e psicosi varie.

Da poco più di un anno è ospite del cra di ..omissis..

Prima era ricoverata in una comunità a ..omissis.. in cui aveva trovato una serenità che mai avrei sperato.

 

Ora però, purtroppo, sto assistendo ad una regressione del suo umore, alla comparsa di nuove ossessioni e alla ricomparsa di altri problemi sopiti...

Mi direte "parlane con lo psichiatra!" e qui scatta il dramma...

Mia madre ne ha il terrore, non si è creato nessun rapporto di fiducia, ed ammetto di faticare io per prima a rapportarmi con lui, che sarà sicuramente bravissimo, ma pare parli sempre da un piedistallo...

 

Ho tanta paura che me la rimandino a casa, non so davvero come comportarmi....

Avete qualcosa da consigliarmi?

Mi sento così sola e preoccupata....

Grazie anche solo di aver letto queste righe

 

Lettera firmata


Marzo 2018


Buongiorno, sono medico e lavoro in Africa da piu' di 10 anni.

Abbiamo un ragazzo in affido da 9 anni ..omissis..

Mio figlio ora ha 19 anni e una diagnosi di schizofrenia.

Stiamo valutando se rientrare in Italia e vorremmo sapere che supporti esistono oggi.

Per il lato clinico, siamo già in contatto con il servizio di psichiatria dell'ospedale di ..omissis...

Grazie mille.

Cordiali saluti e complimenti per il lavoro utile che fate.

 

Lettera firmata


Maggio 2017


Buon giorno, vi scrivo da ..omissis.. per un problema con mio padre.

Vorrei sapere se avreste un contatto con un avvocato esperto di questioni legali tra famigliari di pazienti e le strutture ospedaliere e che ci possa assistere per una eventuale opposizione alle dimissioni.

 

Lettera firmata


Marzo 2017


Buongiorno, navigando su internet alla ricerca di soluzioni in ambito psichiatrico ho trovato la Vs. associazione ..omissis.. , Vi vorrei chiedere se potete aiutarci a trovare un percorso per fare ritrovare un po’ di serenità a mia moglie a cui è stata diagnosticata una sindrome depressiva di tipo bipolare ..omissis...

Ormai da parecchi anni non esce più di casa ed è costantemente a letto.

Siamo stati da tanti medici oltre che al CPS e seguito tante terapie ma senza risultati.

Viviamo una vita completamente isolata in quanto qualsiasi iniziativa, anche piccola, come ad esempio fare la spesa, la terrorizza e le provoca un attacco di panico.

Rimango in attesa di un vostro aiuto.

 

Lettera firmata